Lecco, progetto ‘Scuola sicura’: alla Santo Stefano genitori a lezione… di manovre salvavita

Una sorta di “ritorno dietro i banchi” per i genitori degli alunni che frequentano la scuola d’infanzia Santo Stefano di Lecco, che lunedì sera hanno seguito una vera e propria lezione su un tema sfortunatamente sconosciuto a molti, ma indubbiamente vitale: le tecniche di disostruzione delle vie aeree da applicare in casi di emergenza.
La serata si è dimostrata la degna conclusione di un’attività iniziata nelle classi nel mese di ottobre, di cui la materna si è vista “scuola pilota”, essendo la prima scuola statale lecchese a prendervi parte.
L’iniziativa è stata infatti accolta positivamente sia dalla dirigenza che dal corpo docenti, tanto da essere immediatamente inserita nel progetto “scuola sicura” che annualmente viene proposto dalle insegnanti e che si occupa della sensibilizzazione dei bambini al riconoscimento di pericoli quotidiani o inaspettati, sia a casa che tra i banchi.
“Siamo stati contattati nel mese di giugno dall’AREU che ci ha proposto questo progetto e ci ha parlato dei risultati ottenuti nella zona di Varese” ha spiegato una delle maestre. “L’obiettivo dell’iniziativa era quello di far conoscere il 112 anche ai più piccoli che, grazie alla loro ridotta percezione del pericolo, in caso di emergenza, sono spesso capaci di collaborare in modo più produttivo rispetto agli adulti”.

In un’intera giornata dedicata al tema, tutti gli alunni dai 3 ai 5 anni si sono così cimentati in attività giocose e coinvolgenti guidate dagli operatori sanitari, che si sono ingegnati per far sì che i bambini potessero divertirsi e nel contempo apprendere l’esistenza di risorse “salva vita” essenziali per intervenire in situazioni di emergenza. Attraverso delle semplici rappresentazioni, i più piccoli hanno imparato a distinguere le situazioni in cui è necessaria un’ambulanza, i vigili del fuoco o la polizia; e soprattutto con l’aiuto di un simpatico jingle musicale e di un grande telefono giocattolo, hanno assimilato la regola più importante: chiamare subito il 112.
“Sembra una cosa banale ma spesso nemmeno gli adulti conoscono il numero telefonico di emergenza e la verità purtroppo è che in molti episodi di emergenza, come nei casi di ostruzione delle vie aeree, sono le persone già sul posto a fare la differenza” ha affermato una delle soccorritrici presenti all’incontro di lunedì sera.

La consapevolezza di quanto un’azione immediata possa essere vitale è infatti stato uno dei motivi che ha spinto la scuola ad estendere il progetto anche ai genitori, con l’organizzazione di una serata dedicata appunto al tema della disostruzione delle vie aeree pediatriche.
Durante l’incontro le istruttrici hanno mostrato al pubblico come riconoscere tempestivamente le ostruzioni e classificarle correttamente intervenendo precocemente.
L’ostruzione, che si distingue in moderata o grave, ha un’incidenza massima nei bambini dai 6 mesi ai 2 anni e spesso è causata da un corpo estraneo, come nel caso di alimenti o giocattoli ingeriti accidentalmente.
Le soccorritrici, utilizzando dei manichini, hanno fatto una breve dimostrazione delle manovre da eseguire, come i colpi intrascapolari e le varie compressioni toraciche necessarie da utilizzare per gli infanti e la nota manovra di Heimlich per i bambini. Anche in questo caso le regole auree sono due: mantenere la calma e chiamare immediatamente il 112.

Al termine della serata, le volontarie hanno poi lasciato spazio alle domande e hanno permesso a ciascun membro del pubblico di provare ad eseguire le manovre, per mettere in pratica la teoria precedentemente esposta.
Per ultimo, è stato il dirigente scolastico Claudio Lafranconi a prendere la parola, ricordando quanto le tecniche apprese possano rivelarsi cruciali nella vita di tutti i giorni. “L’anno scorso è capitata una situazione di emergenza simile ad un alunno della scuola ed il fatto che la docente presente conoscesse queste manovre gli ha salvato la vita: l’obiettivo di serate come questa è quello di apprendere metodi che si spera non sia mai necessario usare ma che, nel caso lo diventasse, ognuno di noi sia in grado di applicare”.

 

Tratto da Leccoonline.com di martedì 14 febbraio 2017 – Francesca Amato